Mondiali: Brasile 2014

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Updated: giugno 14, 2014
Brasile 2014

“MONDIALI, BRASILE 2014: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE”

Dal 12 giugno 2014 i mondiali del Brasile catalizzeranno l’attenzione di milioni di persone. Ogni quattro anni c’è attesa, preparazione, pathos fino all’arrivo del calcio di inizio. Ma di sicuro quelli del Brasile hanno un sapore molto speciale e particolare: per i brasiliani sicuramente, ma per tutti in generale.

BRASILE 2014: L’ANTEFATTO

Coppa del mondo_calcioUna sola parola viene in mente ai brasiliani: Maracanazo. Per la maggior parte della gente significa poco. Ma per i carioca significa tantissimo. Un’onta mai cancellata, una spina nel fianco, una prova durissima.

Nel 1950 la “Seleçao” perse al Maracanà di Rio de Janeiro durante i primi mondiali di calcio giocati in Brasile contro gli uruguaiani, chiamati la “Celeste”. Qualcosa di impensabile: i brasiliani erano favoriti e già pronti ai festeggiamenti. La partita finale sembrava solo una formalità. Ma vinse la Celeste. E in Brasile successe la tragedia: suicidi di massa, persone allo stadio colte da infarto, guardie e tifosi in lacrime.

Se per gli europei, anche per gli stessi emotivi italiani, una tale reazione è assurda, bisogna capire a fondo il carattere dei brasiliani. Una popolazione estremamente povera: in cui il contrasto tra ricchezza e miseria è fortissima. Un popolo che vive di calcio e per il calcio.

E qui arriviamo a Brasile 2014. Al significato che questo evento e questi nuovi mondiali hanno: la squadra di casa. Il Brasile deve vincere: nonostante i brasiliani abbiano già vinto ben cinque mondiali, quella sconfitta non è stata mai digerita. Eppure consci che il pallone è tondo e che non è sicuro che la squadra di casa possa vincere, i brasiliani promettono che questa volta non ci saranno suicidi, né infarti… Cosa che noi ci auguriamo vivamente. Ma di certo l’aspettativa della popolazione tutta è fortissima.

CONTRADDIZIONI

Quante spese sono state fatte dal governo brasiliano per questi mondiali? Non ci sono cifre, ma non è difficile capire che siano state elevatissime. Ovvio che la gente non ne sia felice. Normale che ci siano dimostrazioni e polemiche contro tutte le spese relative ai mondiali.

Polemiche che non sembrano volersi attenuare da parte dei locali. Oltretutto non tutto sembra così pronto come dovrebbe essere: molti stadi sono in condizioni di grande precarietà. Pare che ci siano bozzi in campo, che qualcuno ha definito quasi come “campi di patate”. Non sembra esserci quella preparazione e quella sicurezza che ci si aspetterebbe ai mondiali.

Ma, al solito, cosa si ricorderà dei mondiali? Gli stadi o la povertà di una nazione o l’alto tasso di criminalità che troviamo in Brasile? No, ovviamente no. L’unico ricordo sarà la squadra che vincerà: come sempre succede in ogni mondiale.

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