MARVIN HAGLER THE MARVELOUS

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Updated: luglio 20, 2014
Marvin Hagler

Marvin Nathaniel Hagler, soprannominato Marvelous (il meraviglioso) dai suoi fan, è stato uno dei più forti pesi medi nella storia del pugilato.  Detenne il titolo mondiale dal 1980 al  1987 difendendolo in match epici, soprattutto i due contro Thomas Hearns e John Mugabe, entrati di diritto nella storia del pugilato, da ricordare anche quello contro Roberto Duran, per poi perderlo ai punti (verdetto controverso  mai accettato da Hagler) contro Ray “Sugar” Leonard.  Marvin Hagler era un pugile di potenza e velocità , ma questo non vuol dire che forse scarso tecnicamente,  la sua devastante potenza paradossalmente rese più lungo il suo avvicinamento al titolo, nella prima fase della carriera aveva difficoltà a trovare avversari di nome che volessero dargli una chance, il grande Joe Frazier gli disse “hai tre cose che ti giocano contro: sei nero, sei mancino e sei bravo”. Hagler in realtà boxava indifferentemente in guardia destra o sinistra, poteva alternarle all’interno dello stesso incontro, persino della stessa ripresa, capacità risultata decisiva negli incontri più impegnativi, ad esempio il match contro Roberto Duran “mano di pietra” .

LA CONQUISTA DEL TITOLO MONDIALE

Il primo tentativo di Hagler di conquistare il titolo andò a vuoto, il match contro Vito Antuofermo finì con un pareggio,  contestato, quindi il campione mantenne il titolo. Antuofermo perse in seguito il titolo contro l’inglese Minter che diede una nuova chance ad Hagler che non se la lasciò sfuggire, il match venne interrotto dopo solo tre riprese, per una ferita sanguinante che Minter riportò addirittura nel primo round, forse per colpa di una testata.

LE DIFESE DEL TITOLO

Nelle prime difese Hagler  sembrò voler punire duramente, per aver osato sperare nel titolo, tutti i migliori pesi medi dell’epoca e senza troppa fatica, fino al match con Duran.

HAGLER CONTRO DURAN (10 NOVEMBRE 1983)

Duran_BoxeDuran aveva combattuto e raccolto successi e titoli sia nella categoria dei pesi leggeri che dei welter, certo aveva avuto anche sconfitte, come quella memorabile in cui frustrato dalla scherma di Leonard decise di non continuare il combattimento sotto lo sguardo attonito di pubblico ed arbitro. Passato ai pesi medi ebbe infine la possibilità di sfidare Marvin Hagler per il titolo, Duran lottò strenuamente e impegnò a tratti abbastanza severamente il campione ma alla fine il verdetto ai punti fu unanime a favore di Hagler.

LA GUERRA: HAGLER CONTRO HEARNS (15 APRILE 1985)

Fu lo stesso Marvin Hagler che nelle dichiarazioni alla vigilia del match contro Thomas Hearns dichiarò che si aspettava sarebbe stata una guerra. E lo fu!   Solo tre riprese, eppure il match fu scelto come match dell’anno dalla rivista The ringer, I due pugili si affrontarono senza remore o tatticismi, entrambi riportarono ferite, all’inizio della terza ripresa l’arbitro controllò la ferita di Hagler, fu questo probabilmente a dargli la spinta a chiudere ad ogni costo al più presto, le  immagini di Hearns che colpito da un poderoso destro, che lo centrò quasi alla tempia, intontito cerca di fuggire quasi Boxevolgendo le spalle per sottrarsi alla pioggia di colpi e poi il suo sguardo vitreo a terra dopo il knock out sono impressi nella memoria di qualsiasi appassionato. Hagler distrusse Hearns eppure KO alla terza ripresa non rende giustizia alla bellezza e all’estrema violenza del match in cui Hearns si rivelò un avversario degno.

HAGLER CONTRO LABESTIA (10 MARZO 1986)

John Mugabe detto “la bestia” era un pugile Ugandese di enorme potenza che si presentò all’incontro per contendere il titolo dei pesi medi ad Hagler con un ruolino di 26 vittorie su 26 incontri disputati, cosa più impressionante si era trattato di 26 vittorie prima del limite, prima di diventare professionista era stato anche medaglia d’argento olimpica. Anche in questo incontro non si arrivo all’ultima ripresa ma non fu Mugabe a rimanere in piedi. L’incontro non fu affatto facile per Hagler, finì in undici riprese in cui i due pugili non si risparmiarono colpi, in alcuni momenti sembrava di vedere uno degli incontri dei film della serie Rocky con i due pugili che si fronteggiavano badando solo a picchiare più forte dell’altro quasi senza provare a schivare. Da un punto di vista tecnico va ricordato però che senza nulla togliere a Mugabe molti commentatori notarono come Hagler iniziasse a dare segni di invecchiamento era meno mobile, più facile da colpire, aveva completamente (secondo alcuni) cambiato il suo modo di boxare per contrastare la perdita in velocità e riflessi.
All’undicesima ripresa Mugabe crollò sotto i colpi potenti del Meraviglioso, ma Hagler apparve seppur vincente ferito e molto affaticato.

HAGLER CONTRO LEONARD: SCONFITTA E RITIRO

Leonard | BoxeMarvin Hagler aveva ottenuto tutto nella sua carriera ma rimaneva un fantasma da fugare, sconfiggere Leonard. Il match invece venne vinto da Leonard ai punti. Venne vinto? Secondo due dei tre giudici si, ma il risultato di questo match rimane tra i più divisivi della storia del pugilato. Il match si svolse con Hagler che tentava di caricare più o meno a testa bassa puntando a vincere prima del limite e Leonard che grazie alla sua classe riusciva a ribattere con serie di colpi che pur non facendo male ad Hagler gli fruttavano punti. I giudici e i giornalisti che consideravano Leonard aver vinto il match sostennero che difendendosi portò più colpi del suo avversario è lo superò sotto ogni punto di vista, chi vide Hagler vincitore disse che Leonard era stato molto furbo ma non si poteva assegnare la vittoria a uno che in realtà non aveva fatto altro che piazzare delle astute combinazioni di colpi e poi reso impossibile all’avversario boxare legando e fuggendo.

DOPO LA BOXE (Marvin Hagler the Marvelous)

Guantoni_BoxeSubito dopo la sconfitta Hagler chiese la rivincita, ma Leonard  aveva annunciato il ritiro, anni dopo in uno dei tanti ritorni fu Leonard ad offrirgliela ma allora fu Hagler a non essere interessato:  grazie alla popolarità portata dalle vittorie e dal modo spavaldo di porsi girò spot pubblicitari,  persino qualche action b-movie in Italia ed approdò alla carriera di commentatore tecnico per la BBC.  Diventato di casa in Italia, vive a Milano e la sua seconda moglie è un’italiana, una curiosità: ha dichiarato di fare il tifo per la Sampdoria calcio.

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