LE QUATTRO MOSCHETTIERE E LA (ETERNA ?) PROMESSA DEL TENNIS ITALIANO

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Updated: novembre 15, 2014
WTA FEMMINILE

IL TENNIS ITALIANO

Negli ultimi anni  le soddisfazioni per il tennis italiano in campo femminile non sono state poche.  Rendiamo omaggio alle quattro moschettiere che ci hanno regalato soddisfazioni ed emozioni, quattro Federation Cup, la prima vittoria in un Grande Slam per una italiana e altri successi a dimostrazione che le vittorie in Fed Cup non sono arrivate solo perché certe big la disertano.  Chiudiamo con la giovane Camila Giorgi, che guardando i risultati non c’entrerebbe niente con le quattro ma lo facciamo come augurio  per lei e il tennis italiano del futuro.

FRANCESCA SHIAVONE

Iniziamo da colei che ha trionfato in un torneo del Grande Slam (Roland Garros 2010) e ha raggiunto la finale nello stesso torneo l’anno seguente.

La Schiavone fino a quel momento aveva avuto una discreta carriera,  due vittorie in Federation Cup nel 2006 e 2009 e vittorie a Mosca e Bad Gastein, tornei di categoria premier ma non fra i più importanti.

Appena compiuti i 30 anni regalò aqgli appassionati italiani e a se stessa un anno scandito dalle due finali a Parigi  e in mezzo ancora la Federation Cup,  quarti di finale a Flushing Meadows e  qualificazione al Master, risultati che la portarono alla  quarta posizione mondiale, miglior risultato per un’italiana. Dal punto di vista tecnico la Schiavone ha un gioco abbastanza completo anche se non ha il talento puro di una Roberta Vinci, ma l’arma in più è il carattere, tanto da guadagnarsi il soprannome “La leonessa“.

FLAVIA PENNETTA

Flavia Pennetta è forse la più amata delle tenniste italiane, giocatrice elegante è la più alta tra le giocatrici italiane, anche se il suo metro e settantadue sembra poca cosa rispetto a certe colleghe straniere. Fatto sta che un un gioco completo da fondo campo  e un buon servizio le permettono sia di giocare da fondo che forzare e avventurarsi a rete, dandole la possibilità di variare il gioco,  la varietà di soluzioni: forse la caratteristica più importante che un tennista può (deve) avere nel suo bagaglio.

A livelli di risultati  è stata la prima italiana nelle top ten (decima posizione nel 2009)  aprendo la strada a Schiavone e Errani che faranno ancora meglio, per quel che riguarda i tornei a parte le Federation Cup ha ottenuto il suo più importante successo proprio quest’anno a 32 anni con la vittoria sul cemento di Indian Wells (un Premier Mandatory cioè uno dei più importanti tornei WTA).

Ma Flavia Pennetta è anche ottima doppista, in questa specialità ha raccolto diversi successi, la maggior parte in coppia con l’argentina Gisela Dulko insieme alla quale ha trionfato anche in uno Slam gli Australian Open.

ROBERTA VINCI

Quando si pensa a Roberta Vinci si pensa al doppio, prima di tutto in coppia con Sara Errani con la quale ha conquistato il Grand Slam Career, ma va ricordata anche la vittoria decisiva nella Federation Cup del 2006 in coppia con la Schiavone.

Eppure se si guarda al palmares della Vinci ci si accorge che è una discreta singolarista che è arrivata a sfiorare la top ten (undicesima posizione mondiale).  I titoli in singolare sono venuti tutti in tornei ITF la fascia più bassa del circuito,  la Vinci è senza dubbio la più talentuosa tennista italiana, pratica un gioco serve and volley quasi sconosciuto nel tennis femminile, ha una delle migliori volé del circuito, è la giocatrice che più utilizza la demi-volé e chiunque sa di tennis sa quanto “tocco” ci voglia per eseguire questo colpo, il fatto è che Roberta Vinci è una giocatrice leggera che  manca di potenza, il suo servizio se entra la prima è fastidioso per via delle rotazioni ma la seconda è debole e viene facilmente attaccato da giocatrici di alto  livello.

Del resto col talento che ha, se fosse stata anche potente e in possesso di un gran servizio staremmo parlando di una numero uno del mondo. In doppio in coppia con Sara Errani come anticipato ha vinto tutti i tornei del Grande Slam (due volte a Parigi) ed è stata decisiva in tutte le quattro vittorie in Federation Cup (la prima in coppia con la schiavone le altre tre con la Errani).

SARA ERRANI

Sara Errani per molti anni è stata l’altra metà di Errani Vinci, ma nelle ultime stagioni è cresciuta molto in singolare tanto da essere a lungo la prima in classifica delle italiane e a raggiungere la quinta posizione mondiale (seconda italiana di sempre, dopo la Schiavone)  a maggio 2013.

A livello di titoli in singolare si contano solo vittorie in tornei minori come per la Vinci ma ha fatto meglio della sua compagna di doppio in quanto a piazzamenti arrivando addirittura in finale a Parigi nel 2013. 

Sara Errani dal punto di vista tecnico è una regolarista, i risultati importanti delle ultime stagioni sono arrivati in virtù di una grande crescita dal punto di vista della tenuta psichica ed atletica, elementi indispensabili per permettere a una giocatrice con le sue caratteristiche di ottenere risultati.

CAMILA GIORGI

Camila Giorgi sarà la prossima tennista italiana a regalarci grandi soddisfazioni? In un precedente articolo siamo stati severi ma concludemmo invitandola a smentirci. La Giorgi è una giocatrice dalla potenza esplosiva che tira forte come poche e serve a velocità paragonabili alla Williams o alla Kvitova.

In verità soddisfazioni parziali se ne è già regalate, “prendendo a pallate” giocatrici tra le più forti al mondo, ma perdendo poi nel turno successivo con avversarie meno quotate.

Sui risultati c’è poco da dire,  non ne ha (bisogna anche dire che questo è forse anche frutto di una strategia, secondo noi sbagliata, che la fa puntare sempre ai tornei importanti  invece di giocare qualche International per migliorare la classifica), sulle speranza suscitate molto, colpisce la palla sempre in anticipo facendola viaggiare velocissima e tirando vicino alle righe (spesso oltre) ricorda un po’   l’Agassi di inizio carriera con i capelli lunghi e i pantaloncini di jeans, speriamo che Camila riuscirà a maturare di testa e dal punto di vista tecnico come successe al kid di Las Vegas, magari senza bisogno di rasarsi e rinunciare ai completini sexy che fanno la gioia di molti.

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