LE STRATEGIE NEL CALCIO

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Updated: settembre 20, 2016
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L’IMPORTANZA DELLE STRATEGIE NEL CALCIO, OLTRE CHE LA TECNICA INDIVIDUALE

Strategia equivale a tattica di gioco? Posizionare le pedine, muoverle, direzionarle, indirizzarle. La tattica potrebbe essere sintetizzata in: “utilizzare un modulo di gioco inteso come tattica per affrontare una squadra avversaria…”. La strategia è quella di utilizzare un modulo di gioco (tattico) per sconfiggere l’avversario sul campo di gioco!

POTREMMO ANCHE DIRE CHE LA STRATEGIA E’ QUELLA DI UTILIZZARE QUALSIASI TATTICA POSSIBILE E IMMAGINABILE, PER CONSEGUIRE UN OBBIETTIVO E “AFFONDARE IL NEMICO”

LA STRATEGIA POTREBBE ESSERE E AVERE UN EFFETTO (POSITIVO E/O NEGATIVO) NEL TEMPO A VENIRE, NEL LUNGO PERIODO. IN OTTICA DI LUNGIMIRANZA.

LA TATTICA POTREBBE ESSERE MAGGIORMENTE SINTETIZZABILE NELL’ATTEGGIAMENTO DELLA SQUADRA IN CAMPO VISBILE DAL TIPO DI MODULO, E CON LE VARIE ANALISI POST E PRE – PARTITA SU TUTTE.

POSSO ANCHE DIRE, EVENTUALMENTE CHE “LA MIA STRATEGIA PER OGNI PARTITA CONTEMPLA CAMBIAMENTI TATTICI CONTINUI E REPENTINI…”

IL MODULO DI GIOCO

Il modulo di gioco, può variare:
4 – 3 – 3
4 – 5 – 2
3 – 4 – 3
4 – 5 – 2 – 1
5 – 4 – 1
4 – 4 – 2
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I grandi maestri, quelli che hanno lavorato molto di tattica, i quali avrebbero maggiormente curato i moduli, le disposizioni, i vari movimenti da fare in campo; “esasperandoli anche…” sono, su tutti:

ESEMPIO CLASSICO DI TATTICI:

SACCHI ARRIGO (4 – 3 – 3 gioco totale stile Olanda, difendere e attaccare in blocco, squadra corta).
ZEMAN (4 – 3 – 3 filosofia alla Sacchi, giocare all’attacco, con difesa alta e verticalizzazioni continue. Passaggi di prima, i centrocampisti all’occorrenza attaccano con inserimenti, quasi come fossero punte aggiunte: gioco veloce).
TRAPATTONI ( 4 – 4 – 2 ma avrebbe sperimentato tantissimi moduli nel tempo anche a seconda delle esigenze degli avversari e della rosa a disposizione: molto tattico ma anche stratega).
VAN GAAL (Van Gaal nell’intervista rilasciata a Gary Neville per il Daily Telegraph ha affermato di pensare «sempre al lungo termine, e mai al breve; e aggiunge “Perché non sono qui per me stesso”. Sono qui per il club» Ascoltando queste affermazioni, potrebbe essere posizionato a metà tra un tattico ma anche uno stratega puro. Ma con il suo calcio totale e totalitario, credo sia più opportuno inserirlo nel primo blocco).

ESEMPIO CLASSICO DI STRATEGHI:

CAPELLO (Con il suo 3 – 5 – 2 molto flessibile a seconda delle circostanze, aveva come marchio di fabbrica gli ultimi due uomini alla occorrenze uno solo…sempre in zona difesa anche a costo di allungare la squadra un kilometro! Un sergente di ferro. Con le giuste strategia a inizio stagione, acquisti mirati staff ad ok; era una garanzia di risultato. Tra i suoi cavalli di battaglia c’era: il classico attaccante di peso…)
CONTE (4 – 4 – 2 di base, una via di mezzo tra Capello e Lippi come modi, temperamento, strategie. Avrebbe tentato di trasformare il solito modulo e calcio all’Italiana in modelli stile, Spagna, Inghilterra ecc.)
LIPPI (Lippi è stato uno stratega a lungo termine, bravo anche a tenere a freno un gruppo di personalità forti e scalmanati in uno spogliatoio abbastanza ampio in quanto a talenti, ma ristretto come spazio: “è dura essere a tu per tu con 15/20 calciatori dopo una dura battaglia in campo con tanto di tensioni, sterss da prestazione, ansia sportiva e molto altro ancora…”.
ANCELOTTI (Carlo Ancelotti né più né meno vale il discorso fatto per Lippi. Ha avuto grandi maestri come Sacchi, quando giocava a centrocampo, nel Milan stellare anni 90; sempre come calciatore ha vinto scudetti con allenatori come Nils Liedholm e la sua zona mista. Grandi successi anche come allenatore)

IN QUESTO CASO PARLIAMO DI CLASSICI, PERCHE’ PER FORZA DI COSE – ALCUNI DI QUESTI APPENA CITATI – I GRANDI NOMI DEL CALCIO MONDIALE, SONO PRATICAMENTE (PER VIA DELLA PROPRIA GRANDEZZA) USCITI COMPLETAMENTE DAL PIANETA DEI CONTEMPORANEI!

I TATTICI RIESCONO A OTTENERE GRANDI RISULTATI CON PICCOLE REALTA’ (VEDI ZEMAN O RANIERI ALL. LEICESTER), AVENDO A DISPOSIZIONE CALCIATORI GIOVANI E MENO IMPORTANTI O STAR INTERNAZIONALI.

IL SECONDO BLOCCO DI ALLENATORI SOPRA INDICATO: CAPELLO, CONTE, LIPPI, ANCELOTTI. QUESTI SONO EFFICACI SOPRATTUTTO IN CASO DI STRATEGIE A LUNGO TERMINE CON UNA ROSA A DISPOSIZIONE DI ALTO LIVELLO (SOLO GRANDI CAMPIONI).

PRIMI ANNI 90′ QUANDO IL CALCIO TOTALE EBBE INIZIO IN ITALIA CON ARRIGO SACCHI

Agli inizi degli anni 90 quando ebbe inizio l’era del Milan di Sacchi e Berlusconi, con una squadra stellare, fatta di veri campioni; è proprio qui che il calcio d’attacco, fatto di velocità, tatticismi, modulo 4 – 3 – 3 puro al 100%…ebbe il dominio sul gioco all’italiana classico con il libero, fatto di (difensivismo di base e ripartenze in contropiede) o anche la stessa zona mista. Il gioco di squadra, fatto di grandi campioni, con moduli ben precisi e molto curati ed elaborati; ebbe la netta supremazia sulla tecnica individuale (il Napoli di Maradona, la Juventus di Platini…).

IL MILAN DI SACCHI CON ELEMENTI DEL CALIBRO DI: VAN BASTEN, GULLIT, FRANK RIJKAARD, DONADONI, MALDINI PAOLO, CARLO ANCELOTTI ECC…E’ ANCORA CONSIDERATA LA SQUADRA DI CLUB PIU’ FORTE DI TUTTI I TEMPI A LIVELLO MONDIALE.

IL GRANDE MILAN DI SACCHI

LA SPAGNA DEL TIKI TAKA UN MODULO TATTICO MAGICO

Gli anni del ciclo meraviglioso delle furie rosse, con il modulo tattico (un vero marchio di fabbrica) soprannominato il “TIKI TAKA” fu un capolavoro di tattica modulare. Un gioco veloce, ma allo stesso tempo semplice; tutto di prima o al massimo stop e passaggio immediato. Le furie rosse riuscivano a far girare la palla (ma anche quelle degli avversari) in una maniera elegante e veloce: una vera e propria alchimia! Era per gli avversari un vero e proprio ubbriacamento!

Il modulo tradotto in numeri era un 4 – 3 – 3 molto versatile, con artisti dello spessore di INIESTA, e difensori come : Sergio Ramos, Puyol. Con l’affiatamento, il gioco di squadra, la semplicità, gli spagnoli negli anni 2000 / 2010 avevano battuto e deriso vincendo largamente contro: Italia, Francia, Brasile, Germania e il resto del mondo intero.

FORMAZIONE CAMPIONE DEL MONDO IN AFRICA 2010 – MONDIALE CALCIO

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PRIMI ANNI 80′ QUANDO IL DIFENSIVISMO IN ITALIA ERA ALL’APICE DEL SUO SUCCESSO

In Italia, da quasi sempre e soprattutto agli inizi degli anni 80′ si giocava il calcio difensivista, ossia: “tutti in difesa e quando gli altri ci attaccano come forsennati e si sbilanciano in avanti, partiamo in contropiede in velocità e facciamo goal” . E’ il classico modulo all’italiana spesso criticato da chi tifa per il bel gioco, da quelli che affronterebbero l’avversario a viso aperto a costo di prenderle oltre che metterla in rete.

Il calcio anni 80′ definito “CATENACCIO PURO” era tattico ma al tempo stesso strategico; nel senso negativo del termine. Quando l’avversario esibiva i propri gioielli di famiglia con fantasisti alla Maradona, alla Van Basten e quant’altro: ecco che l’allenatore era pronto ad aizzare i cani da guardia (lo stopper) per stoppare l’attaccante non appena avrebbe oltrepassato la trequarti, con modi non del tutto convenzionali.

Si vocifera di allenatori che avrebbero detto: “mettiti a ridosso – nome del tizio da marcare – e non farlo giocare; annullalo! seguilo anche sotto la doccia; fai sentire lui i tacchetti dei tuoi scarpini! e così via…” Era un calcio brutto da guardare in tv, ma affascinante per gli amanti degli sport da combattimento, ma in quei casi contava solo il risultato finale”.

POI TUTTO QUEL CHE SUCCEDE E SUCCEDEVA NEGLI SPOGLIATI, SAREBBE STATO UN SEGRETO DI SQUADRA ASSOLUTAMENTE DA NON VIOLARE. UNA SORTA DI SEGRETO PROFESSIONALE, PROPRIO COME I SEGRETI DI STATO.

ITALIA CAMPIONE DEL MONDO 1982

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Erano i tempi in cui si marcava a uomo, solo alcuni allenatori (1980/1985) i quali iniziarono a introdurre maggiormente la marcatura a zona; si chiamava: la zona mista, introdotta a metà anni 70′ da Trapattoni e Radice. Difesa in linea a tre o a quattro, e senza un libero vero di ruolo, e senza uno o due marcatori fissi sull’avversario, sia in fase difensiva che offensiva; era una sorta di allentamento della morsa: dare mggiormente corda e metri al guinsaglio dei mastini difensivi.

NEGLI ANNI 2000 NASCE IL BARCELLONA DI GUARDIOLA

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Il Barca di Guardiola era un 3-4-3 in stile TIKI TAKA modello Spagna con il suo modo abulico di fare possesso e passare la palla all’infinito; fin quando l’avversario non fosse esausto e steso letteralmente al tappeto. A differenza del gioco totale del Milan di Arrigo Sacchi, il quale realizzava con la sua squadra pochi passaggi, verticalizzazioni, per arrivare al goal con pochissimo possesso. Quel Milan aveva difesa alta, trappola del fuori gioco; un 4-4-2 da favola… un attacco stellare! Il calcio totale venne definito e descritto dallo stesso Arrigo Sacchi un movimento armonico di 11 giocatori.

LE CONNESSIONI TRA IL 4-4-2 DI SACCHI E IL 3-4-3 DI GUARDIOLA SONO TANTE. ENTRAMBI REALIZZARONO DEI CAPOLAVORI ASSOLUTI. LE DUE SQUADRE DI CLUB PIU FORTI DI TUTTI I TEMPI: DEI VERI CLASSICI DA STUDIARE ALLA SCUOLA DEL CALCIO.

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