LA RIVOLUZIONE MANCATA DEL CAMPIONATO ITALIANO

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Updated: novembre 30, 2016

Alla vigilia di questo campionato ci eravamo illusi di poter assistere a un torneo finalmente di livello “europeo”. Le premesse c’erano tutte.. a partire dalle panchine big occupate da Maurizio Sarri, Luciano Spalletti, Frank De Boer, Vincenzo Montella e Paulo Sousa. Cinque allenatori dalla mentalità offensiva a contrastare il pragmatico, ma non difensivista Allegri.
Nell’arco di tre mesi la Juve, mai così brutta, è stata elogiata per il proprio “cinismo tipico delle grandi squadre”. De Boer è stato fatto fuori. A Sarri piovono critiche perché “giocare bene non serve se poi non la si butta dentro”. Montella, da quando ha totalmente rinunciato al proprio credo calcistico, è diventato un santone per la capacità di fare di “necessità virtù”. E’ tornato Pioli, accolto a braccia aperte da una stampa inginocchiata che finalmente ritrova “uno che conosce il nostro campionato”.
Teniamoci stretti Spalletti, Sousa, Di Francesco (e Sarri), allenatori coraggiosi in una realtà ostile in cui è soltanto il risultato a determinare critiche ed elogi. E diamo un’occhiata fuori.. per sentirci, ancora una volta, piccoli così.

 

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