Il punto al termine della FIBA Champions League regular season

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Updated: gennaio 27, 2017

Si è appena conclusa la regular season della FIBA Champions League, 40 squadre, divise in 5 gironi da 8 squadre ciascuno, che si affrontano in un girone all’italiana con partite di andata e ritorno, con la regola che squadre appartenenti alla stessa nazione non possono essere inserite nello stesso raggruppamento. Le prime quattro squadre di ogni girone e le migliori quinte si qualificano ai play-off, mentre le rimanenti quinte, le seste e le settime classificate partecipano ai play-off di FIBA Europe Cup, la terza coppa per importanza in Europa.

Le italiane al via della competizione erano la Reyer Venezia, la Scandone Avellino, la Dinamo Sassari e la OpenJobMetis Varese, squadre con aspettative ed obiettivi diversi in stagione; le prime 3 con legittime aspettative di qualificarsi alla Final8 di coppa Italia ed ai playoff oltre a buoni propositi di far bene anche in coppa, la 4a con l’obiettivo di salvarsi più o meno tranquillamente in campionato oltre allo “sfogo” Champions League come possibile serbatoio di fiducia per i numerosi esordienti presenti nel roster.

Roster delle italiane che, almeno sulla carta, presentavano giocatori di ottimo livello, anche Europeo; nella Reyer vi sono infatti, tra gli altri, ex Eurolega come Bramos, Peric, Haynes e Ress e giocatori ancora giovani ma dal già ottimo presente come il canadese Ejim e soprattutto il gioiellino tricolore e figlio d’arte Stefano Tonut. Negli Irpini della Scandone spiccano tra tutti ottimi realizzatori come Ragland e Green ed il centrone ucraino Fesenko, mentre a Sassari il talento fisico-atletico di Darius Johnson-Odom, Gani Lawal e Joshua Carter ben si coniuga con l’esperienza e la classe di un ex secondo quintetto assoluto di Eurolega come Dusko Savanovic. Infine la pallacanestro Varese, anche in difficoltà economica negli ultimi anni ma in grado di schierare ai nastri di partenza un roster di tutto rispetto nel quale spiccano l’ex NBA Maynor, veterani come Bulleri e Kangur e grandi atleti quali Eyenga, Anosike e Pelle.

Come in tutte le squadre, per gli sport di squadra e non, chi sta sotto i riflettori sono per lo più gli atleti ma tocca poi inevitabilmente agli allenatori l’onore (e l’onere…) di guidarle e farle rendere al meglio; la scuola italiana, da sempre produttrice di grandi talenti e personalità, porta in cattedra a Sassari un allenatore esordiente a livello Europeo, Stefano Pasquini, dall’anno scorso in sella al posto del dimissionario Marco Calvani dopo i fasti dell’era Sacchetti, mentre i coach delle altre 3 squadre partecipanti sono già da anni molto conosciuti ed apprezzati all’interno del panorama italiano e non solo: Attilio Caja (Varese), Walter De Raffaele (Venezia) e Stefano Sacripanti (Avellino).

La prima fase della Champions League, cominciata il 28 ottobre 2016 e conclusasi due giorni fa, ha promosso direttamente ai quarti di finale le cinque migliori prime di ogni girone più le migliori tre seconde, ovvero Monaco, Le Mans ed ASVEL, Gran Canaria e Besiktas più i turchi del Banvit, i lituani del Neptunas e la Scandone Avellino. Queste 8 sono già sicure delle top16, che si svolgeranno nei giorni 28 febbraio/1 marzo e 7-8 marzo, mentre dalle forche caudine dei 32esimi di finale dovranno passare squadre dal pedigree  come  i greci dell’ARIS e del PAOK Salonnico, l’AEK Atene ed il Partizan Belgrado più la Reyer Venezia, i cechi del Nymburk, i turchi del Pinar Karsyaka e i russi del Saratov, i lettoni del Ventspils ed i lituani dell’Utena, gli isreliani del Maccabi Rishon, i teutonici di Oldenburg, del Ludwigsburg e gli Skyline Francoforte, i francesi dello Strasburgo e la Dinamo Sassari. Di queste ulteriori 16, divise in due urne con 8 teste di serie ed 8 non teste di serie, usciranno le altre squadre che andranno a completare le top16 di questa FIBA Champions League; gli accoppiamenti dei playoff saranno decisi tramite sorteggio il 27 gennaio, con le partite dei 32 esimi di finale che si giocheranno in due trance il 7-8 ed il 21-22 febbraio.

Tornando invece alle squadre italiane qualificate, Avellino è già alle top16 con grande merito mentre alle qualificazioni andranno Venezia e Sassari, con la Reyer che sarà testa di serie al contrario invece della Dinamo (non potendo però ancora giocare l’una contro l’altra, da regolamento). Non vi saranno però corazzate per entrambe le urne, e quindi buone chances di passare il turno e volare tra le migliori 16 della Champions League per le compagini guidate rispettivamente da De Raffaele e Pasquini. Qualificazione che sfugge invece di mano alla Pall. Varese targata OpenJobMetis, alla quale non riesce neanche la dolce “retrocessione” ai playoff dell’Eurocup, crollando fino al -25 nell’ultima partita del girone C ad Oldenburg; la squadra di coach Caja avrebbe dovuto vincere contro i tedeschi per lo più in trasferta e sperare in alcune sconfitte altrui per raggiungere il suo obiettivo, troppo per un gruppo che anche in campionato sta stentando a trovare una propria identità e fisionomia.

Per la vittoria finale, tranne i turchi del Besiktas, miglior attacco della competizione (quasi 85 di media) e con un passato recente in Eurolega, non c’è una grande favorita ma tante ottime squadre come le francesi Monaco, Le Mans ed ASVEL, gli spagnoli del Gran Canaria, e perché no, anche le nostre con Avellino in testa, capace di arrivare 2a in un girone molto difficile composto proprio dagli spagnoli, il Cibona Zagabria, Strasburgo, Ostenda, i serbi del Mega Leks ed i montenegrini del Bar Mornar.

Roberto Luciano

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