Di un altro pianeta

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Updated: marzo 9, 2017

E’ la vittoria di Luis Enrique sui critici, della follia sulla ragione, del calcio sulla logica.
La pazzia non consiste nell’aver rimontato un 4 a 0 (già di per sé quasi impossibile), ma averlo fatto dopo aver sub¡to la rete di Cavani che sembrava aver spento le speranze blaugrana e di qualunque cervello pensante. Ma il calcio non pensa: il calcio va per la propria strada, a costo di sembrare senza senso, assurdo e talvolta persino ingiusto. Il Barça di ieri non è stato neanche lontanamente uno dei migliori della stagione, ma questa partita segna un prima e un dopo nella gloriosa storia di questo club. Se finora in Cataluña si erano abituati a vincere soltanto “suonando il violino”, ieri è arrivata una svolta che rende ancora più leggendaria e completa una rimonta senza precedenti nella storia della Champions League. L’isteria degli ultimi minuti, la bolgia del Camp Nou, la zampata di Sergi Roberto al ‘95 e i conseguenti pianti sugli spalti sono immagini che rimarranno impressi nella memoria di tutti gli appassionati di calcio.
Per una volta il Barça è stato bravo a “sporcarsi le mani”; tre gol in sette minuti arrivano solo se nelle vene scorre il sangue della vittoria come ossessione. Gli uomini di Luis hanno meritato la vittoria, rinchiudendo l’avversaria nella propria metà campo per lunghi tratti della gara, ma lo hanno fatto senza specchiarsi, senza splendere. Hanno compiuto l’impresa tirando fuori quegli organi genitali spesso attribuiti alla rivale storica del Real, più abituata a gesta eroiche del genere.
Vincere soffrendo, all’ultimo secondo.. contro ogni pronostico. Bentornato Barça: il bello deve ancora arrivare..

M.C.

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