Speciale spareggi, Ibra: “Nel 2004 non fu biscotto”

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Updated: novembre 10, 2017

C’era Ibra, nel 2004 in Portogallo, quando il 2-2 di Svezia-Danimarca eliminò l’Italia di Trapattoni, un “biscotto” mai digerito dagli azzurri. “Nella mia mentalità una cosa del genere non esiste, chi mi conosce sa che non accetto queste cose”, assicura Ibra che ha aggiunto: “La verità è che ci siamo giocati la partita a viso aperto ed è uscito un 2-2 – racconta a Sky -. Non è stata una partita combinata, anche perché non avrei potuto permettere una cosa del genere: è assolutamente contro i miei principi, chi mi conosce lo sa. Poi è ovvio che dopo la partita ci sono state tante parole, ma appunto restano tali, scuse o alibi per giustificare un’eliminazione”.

Così Zlatan Ibrahimovic alla vigilia dell’andata dei play-off validi per la qualificazioni ai Mondiali del 2018 in Russia. Secondo Ibra i suoi ex compagni avranno un vantaggio rispetto agli azzurri:

“quando c’ero io – spiega l’attaccante del Manchester United ai microfoni di Sky Sport 24 – tutti si aspettavano di vincere Mondiali ed Europei, ma questa è la pressione che do sempre a me stesso e che mi arriva da fuori, oggi se la Svezia vince o perde non è la stessa cosa rispetto a quando c’ero io, le pressioni non sono uguali. Saranno due belle partite, non facili, complicate per entrambe, la Svezia farà di tutto per passare e la stessa cosa farà l’Italia”.

L’ex Juventus, Inter e Milan non ci sarà, sta recuperando da un infortunio e comunque ha lasciato la Nazionale dopo gli Europei del 2016. Secondo lui l’Ibra azzurro, come peso, classe e personalità potrebbe essere “Verratti nessuno è più forte di lui, però devi farlo giocare nella maniera giusta per averlo al massimo, bisogna schierarlo come fa il Psg come centrale in un centrocampo difensivo”.

Mondiali.it

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