Quale sarà il futuro del brasiliano Kakà dopo il suo ritiro?

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Updated: dicembre 19, 2017

Qualche mese fa aveva confermato la decisione di lasciare l’Orlando City non chiudendo però la porta a un’altra esperienza calcistica. Poche ore fa, però, la decisione di appendere gli scarpini al chiodo e ora ci chiediamo: quale sarà il futuro di Kakà?

La nostalgia del campo la sentirà eccome, per uno che ha calcato palcoscenici importantissimi come la Champions League e il Mondiale. Il profumo dell’erba e l’adrenalina del campo gli mancheranno ed è per questo che un’idea per il Kakà post calciatore sarebbe quella di vederlo nelle vesti di mister.

Magari, dopo l’ultima parentesi all’Orlando City, la strada sarebbe quella di seguire le orme di Zinedine Zidane, fuoriclasse e campione in campo e da qualche anno anche in panchina. In effetti Zizou è un prototipo da seguire dato anche il carisma e soprattutto per i successi ottenuti in poco tempo alla guida del Real Madrid.

Kakà sa benissimo che non sarà semplice seguire le orme del francese.

Il suo passaggio da giocatore ad allenatore è da prendere come modello: prima ha appreso il meglio dai suoi ex allenatori, poi si è riposato, ha lavorato con i giovani e quando si è reso conto di essere pronto, è stato amato dal suo club e ha raggiunto successi incredibili.

Ovviamente se ciò dovesse accadere, i primi a sperarci saranno i tifosi del Milan che hanno sempre amato il 22 brasiliano. Vederlo sulla panchina rossonera, ancor più di come è successo per Rino Gattuso, i supporters rossoneri andrebbero in visibilio. Qualche settimana fa non aveva declinato nulla a un suo possibile futuro come mister del Milan, dato che è stata la sua casa per molti anni e dove ha lasciato il cuore.

Di una cosa è certo Kakà non lascerà il mondo del calcio. Se non dovesse decollare l’ipotesi panchina, potrebbe coprire il ruolo di dirigente sportivo o manager.

Non gli spaventa affatto l’idea di dover rimettersi in gioco, anzi:

Mi sono preparato molto per diventare un calciatore professionista e voglio farlo per questo nuovo ruolo. Il fatto di esser stato un gran giocatore non significa che sarò un buon dirigente. Voglio prepararmi per questo da ora in poi, studiare e stare vicino ad alcuni club, specialmente quelli in cui ho giocato.

Mondiali.it

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