Hyeon Chung, il ragazzotto coreano che ha demolito Djokovic e che ringrazia l’oculista

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Updated: gennaio 26, 2018

Bisogna volare basso. Con i sogni e con i paragoni pressanti. Ma una paginetta, magari anche minuscola, lui l’ha già scritta. Hyeon Chung, 21 anni, surclassando con un netto 3-0 (7-6 7-5 7-6) il suo idolo Novak Djokovic, è diventato il primo tennista sudcoreano a mettere il naso e la racchetta ai quarti di finale di un torneo del Grande Slam, in questo caso gli Australian Open.

Cresciuto in una famiglia di tennisti, in un paese dove il tennis è fuori dal podio degli sport popolari tra calcio, basket, volley e anche pattinaggio sul ghiaccio, di Chung a colpire a prima vista sono quegli occhiali da miope bianchi e sgargianti. Non porta le lenti a contatto, ma se grande carriera sarà in parte sarà merito anche del suo oculista: da bambino, infatti, fu il dottore che tenere gli occhi su qualcosa di verde – come il campo, appunto – avrebbe migliorato la sua debole vista. Così a 6 anni, Hyeon ha scelto la sua prima racchetta e non l’ha mai più mollata.

Oltre agli occhiali, Chung ha impressionato per la sua agilità e a qualcuno ha ricordato proprio Nole, come detto la sua ispirazione. Eppure il ragazzotto è numero 58 ranking Atp, viene da due anni di infortuni e problemi fisici, ma non ha mai mollato. Forse lo sport è l’unica isola davvero meritocratica che c’è rimasta, bisogna volare basso con i paragoni scomodi, si diceva. Sì perché Chung si è fatto notare già da junior, quando nel 2013 ha raggiunto la finale del torneo giovanile di Wimbledon. Ricordate contro chi?

Dall’altra parte della rete ha trovato un coetaneo italiano, Gianluca Quinzi, all’epoca lanciatissimo verso il tennis pro. Quinzi s’impose su Chung in due set (7-5, 6-2) e l’azzurro divenne il secondo italiano, dopo Diego Nargiso nel 1987, a vincere il torneo junior a Wimbledon. Ma nel 2018 la storia è capovolta: Chung è il Next Gen più forte in circolazione, Quinzi è numero 334 e cerca ancora la sua strada.

Sui campi di Melboune, Chung non ha ancora detto tutto: in semifinale dell’Australian Open affronterà l’americano Tennys Sandgren, ma non solo: vuole superare in classifica il miglior sudcoreano di sempre, Hyung Taik-Lee, che nel 2007 fu numero 36 del ranking.

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