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Bahreim – Grande Sebastian Vettel sul circuito di Shakir. A differerenza della Cina dove al semafero verde aveva stentato, nell’emirato sfodera una partenza da urlo superando Hamilton e portandosi subito vicino a Bottas, autore della pole position nelle qualifiche del sabato. Ma il miracolo lo fa la scuderia Ferrari richiamandolo subito al box in regime di Safety Car, montando le supersoft e rifornendolo di “broda”.
Da quel quel momento in poi il pilota tedesco si trova in prima posizione e impone da subito il suo ritmo forsennato, da solito rullo compressore e tendendo ai due piloti Mercedes, Hamilton e Bottas, una “lectio magistralis”, battendola sulla velocità, sull’efficienza e sull’affidabilità. Neanche la grande rimonta del pilota inglese Louis Hamilton (piegato da errori di strategia e suoi), sfiora la marcia trionfale di Seb conclusa con il saluto e il ringraziamento al poule di meccanici e il canto dell’inno di Mameli sul gradino più alto del podio.
Questo secondo successo, corredato dal secondo posto in Cina, è dovuto alla catena di controllo Marchionne-Arrivabene-Binotto che hanno puntato decisamente, in inverno, sul team di talenti italiani rinunciano ai disegnatori di macchine famosi (Newman e Alliston), scelta strategica che si sta rivelando vincente.
Chi continua a deludere le aspettative è Kimi Raikkonen, mai sul podio in queste tre prime corse. Pensiamo che Ferrari l’anno prossimo debba virare su un pilota giovane, veloce e ambizioso (Verstappen…?).
Concludendo Sebastian Vettel domina la corsa compiendo i 57giri dello Shakir, per un totale di 308 km alla media di 197 Km/h, con un vantaggio di 6”700 su Hamilton, 20” su Bottas, 22” su Raikkonen. Qinto Ricciardo a 39”.
Come dice il proverbio se son rose fioriranno e speriamo che fioriscano a Maranello che aspetta il Mondiale da dieci anni.
Giovanni Monaco