Fine campionato, tempo di bilanci. Ecco i voti al campionato

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Updated: maggio 22, 2018

Juve 8.5 Non si discutono i meriti della più forte, ma ai tanti tifosi di tutta Italia resta il dubbio. Da calciopoli a Orsato c’è un filo invisibile che lega una storia di potere, pressioni , condizionamenti psicologi e probabilmente tanto altro. Gli ultimi sei scudetti non si mettono in discussione; su questo invece ci sono ombre pesanti destinate a far parlare. Forse lo avrebbero vinto lo stesso, anzi. Avremmo applaudito ancora di più una squadra da record: così invece passa la voglia di pensare che sia tutto un gioco. Piazze di Torino semi-deserte testimoniano che in fondo, tra i fuochi d’artificio napoletani e l’aridità di chi è abituato a vincere sempre, c’è una via di mezzo. Squadra di una noia mortale dentro e fuori dal campo.

Napoli 9  E’ il vincitore morale di questo campionato. Troppo condizionante l’arbitraggio di Inter-Juve, momento cruciale della corsa scudetto, per discorsi buonisti sul fatto che in 38 partite non ci si possa appigliare a un secondo giallo. In quell’albergo di Firenze i giocatori non hanno sofferto la vittoria dei bianconeri, ma il modo in cui è arrivata. In un calcio (italiano) che ci ha abituato a tutto, pensar male non è da dietrologi, ma da osservatori.
Il gioco più stellare che si sia mai visto in oltre di 100 anni di Serie A verrà dimenticato in un Paese in cui conta solo vincere, costi quel che costi. Sarri e il Napoli sono stati la grande bellezza, forse troppo in un calcio malato come il nostro.

Roma 7 Poteva fare di più nonostante la Champions. Chiude senza rimpianti perché 18 punti dalla vetta sono molti per rimuginare. Le due davanti hanno fatto troppo meglio, le due dietro troppo peggio per dare grossi spaventi ai giallorossi. La squadra è attrezzata per lottare su più fronti e l’anno prossimo, visto anche il clima di ottimismo che ha accompagnato Di Francesco & co, ci si aspetta il salto di qualità.

Inter 6.5 Né più né meno del “compitino” assegnato dai professori a inizio stagione. La rosa, in termini di qualità, è lontana dal calcio che conta. Ma non centrare il quarto posto, vista anche la scarsa concorrenza, sarebbe stato un fallimento. Il modo in cui è arrivato questo traguardo esalta un ambiente per lunghi tratti della stagione in preda alla solita schizofrenia. Con un altro allenatore la squadra si sarebbe smarrita completamente; a Spalletti, che di ambienti folli se ne intende, vanno dati grandi meriti.

Lazio 6 Sopravvalutata da tutti. Poco possesso palla  e molte ripartenze in un calcio che fortunatamente sta cambiando. I nodi vengono al pettine.

Milan 6 Chi a inizio stagione pronosticava scudetti e palle varie si è sgonfiato dopo poche domeniche. Troppo facile dare un’insufficienza viste le aspettative estive di molti.. cambiare più di metà squadra però non è mai facile. I rossoneri hanno investito molto, ma non hanno acquistato fuoriclasse pronti “in tempi brevi”. Ci vuole pazienza e Rino Gattuso sembra l’uomo giusto per trasmettere quello spirito Milan essenziale nel progetto.

Atalanta 7  Complimenti a tutti, ancora una volta.

Fiorentina 6 Poca roba.

Torino 5.5 Ancora meno, con questi allenatori poi.

Sampdoria 6 Peccato per il finale, che ha rovinato un campionato da 7.

Sassuolo 6 Incolore.

Genoa 5.5  Troppa sofferenza.

Chievo 6  Salvo ancora una volta, chapeau. Pochi però i valori espressi, soprattutto da un punto di vista estetico.

Udinese 5 Squadra a un passo dal suicidio.

Bologna 5 Troppi momenti no.

Cagliari 6  Salvezza strameritata per qualità collettive espresse.

Spal   7  I punti decisivi arrivano giocando a calcio sempre e comunque. Squadra dura a morire.

Crotone 5.5  Tanto cuore non basta per rimanere in A. Il miracolo non si ripete.

Verona  s.v. Non pervenuto

Benevento 5 Ha dato un po’ di colore a questa serie A così noiosa. Tra ironie, gol del portiere al ’95.. il fanalino di coda ha fatto la sua parte con discreta eleganza.

M.C.

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