I migliori di sempre. Inizia a delinearsi la TOP 10

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Updated: agosto 27, 2018

Ed eccoci al secondo articolo della mini-serie. Sintesi della metodologia utilizzata per arrivare a comporre il pantheon calcistico dei dieci giocatori di movimento più forti di sempre:

– Cinque eletti con metodo “aprioristico”: Cruijff, Maradona, Messi, Pelé e C. Ronaldo.
– Analisi individuale dei più grandi marcatori della storia in gare ufficiali (dato statistico) ed eventuali candidature per i cinque posti “liberi”. Escludendo Pelé, C. Ronaldo e Messi, già di diritto nella top 10, sono stati presi in considerazione, in ordine di gol fatti, i seguenti giocatori:
Bican, Romario, Puskas, Gerd Muller, Eusebio. A nostro parere soltanto Puskas e Gerd Muller meritano la candidatura.

Concentriamoci ora sui giocatori con più palloni d’oro in bacheca, “consapevoli del fatto che fino al 1995 i non europei erano tenuti fuori dalla possibilità di vincere il premio. Un riconoscimento che non ha una valenza ‘teologica’, ma che rappresenta un termometro abbastanza affidabile di oltre sessant’anni di calcio europeo e poi mondiale.”
I cinque trofei di Messi e C. Ronaldo sono storia a sé e confermano ancora una volta come questi due extraterrestri, da qualunque parte (o statistica) la si prenda, sono destinati a rimanere nella leggenda. Dopo il tandem soprannaturale, procediamo con lo stesso metodo utilizzato nel primo capitolo, passando da un criterio oggettivo (palloni d’oro vinti) a uno soggettivo (merita/non merita?) Cruijff, tre volte premiato, non verrà menzionato poiché già nella top ten.

Platini: 3 palloni d’oro. Michel le Roi. Negli anni ’80 è l’unico che contende a Maradona lo scettro di miglior giocatore al mondo. Vince, tra gli altri trofei, un Europeo con la Francia e una Coppa Campioni con la Juventus, abbinando classe sopraffina a una concretezza che ne fa uno dei più importanti numeri 10 della storia del calcio. Merita la candidatura.

Van Basten: 3 palloni d’oro. Se si parla di giganti.. lui lo è in tutti i sensi, a partire da quella stazza che per molti sarebbe dovuta essere un limite per l’agilità. E invece il “cigno di Utrecht” è stato una macchina da gol (molti dei quali da cineteca) in grado di regalare perle uniche a tutti gli amanti di questo sport. La sua carriera purtroppo però finisce di fatto nel 1993, a soli 29 anni. Il calcio avrebbe avuto ancora bisogno di lui e il suo ritiro anticipato, nostro malgrado, non può non influire sulla sua collocazione storica.

Bekenbauer: 2 palloni d’oro. Come per Gerd Muller, ci troviamo davanti a un mostro sacro del calcio tedesco di fronte al quale ci inchiniamo per tutto quello che ha dimostrato e vinto con Bayern Monaco e Germania, soprattutto negli anni‘70. Se già è difficile vincere un pallone d’oro, farlo da difensore e per ben due volte non ha confronti. Caratteristiche tecniche e carismatiche non si discutono, anzi.. si celebrano. Ma ci chiediamo per quale motivo un Franco Baresi non abbia avuto lo stesso plauso mediatico. E’ davvero Franz Beckenbauer il miglior difensore di sempre? Difficile stabilirlo.

Ronaldo: 2 palloni d’oro. C’è un calcio prima e dopo Ronaldo. Chi ha vissuto da vicino il punto più alto della sua parabola sa di che cosa si sta parlando. A 21 anni il “Fenomeno” conquista il primo pallone d’oro dopo stagioni stratosferiche al PSV, al Barça e un inizio all’Inter da fuochi d’artificio. L’attaccante brasiliano non sembra di questa galassia, non è normale per l’età che ha: potenza, velocità e tecnica “fuori controllo”, verrebbe da dire. Poi arriveranno i crociati rotti, i pianti all’Olimpico e altre disgrazie fisiche che tuttavia non gli impediranno di vincere un mondiale da eroe (Corea 2002) e di raggiungere traguardi importanti. Rimane un campione nell’olimpo dei grandissimi, ma con due ginocchia meno fragili avremmo raccontato una storia forse unica.

Di Stefano: 2 palloni d’oro. Quale commento è concesso a chi deve raccontare il più importante calciatore della storia del Real Madrid?  Talento e numeri da capogiro per un mostro sacro cha va di diritto nella top 10 dopo aver scritto pagine gloriose della storia blanca con assist, gol e un’anima da guerriero. Eterno.

In questa suddivisione “a cinque” dei gruppi fin qui analizzati è doveroso specificare che anche Keegan e Rummenigge si sono aggiudicati due palloni d’oro a testa, ma il minor numero di “podi” li lascia fuori dalla lista di super-candidati.
Al termine di questa seconda ricerca c’è qualche gigante del calcio non nominato che meriterebbe un “ripescaggio” a prescindere dai metodi adottati? Si contano decine di candidati,  ma se c’è un nome di prestigio da tirare fuori dal cilindro.. a nostro avviso è quello di Sua Maestà Zinedine Zidane che, quanto meno, merita un approfondimento.
Dopo esclusioni eccellenti e una dolorosissima selezione, siamo quindi giunti a una prima conclusione: la definizione dei giocatori che hanno i numeri per entrare nella top ten e accompagnare così i cinque mostri sacri eletti a priori: Puskas, Gerd Muller, Platini, Ronaldo, Di Stefano. Riuscirà Zidane, nominato last minute, a “scansare” uno di loro e a farsi spazio nel tempio sacro del calcio?
Al terzo articolo le ardue sentenze.

M.C.

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