RACE ACROSS AMERICA: una sfida fra anima e corpo

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Updated: settembre 27, 2014
RAAM

Dal 1982 la race across America riunisce atleti di tutto il mondo per far fronte a quel senso di completezza e soddisfazione permanente che solo una gara di questo calibro può dare.

La RAAM è la più lunga endurance del mondo: prima di partecipare i concorrenti devono preparasi diligentemente per superare le prove di qualificazione.

Durante gli anni, dato il forte interessamento del grande pubblico nel 1992 si è voluto rinnovare il format introducendo sia la staffetta che la corsa organizzata in team.
Essa richiede molta costanza di preparazione in quanto è una vera e propria gara di velocità, e non essendo la classica gara suddivisa in tappe porta il concorrente allo sfruttamento delle proprie capacita fisiche e psichiche allo stremo.

Race Across American....

NEL 1982 JOHN MARINO ORGANIZZO’ LA PROMA RACE ACROSS AMERICA.

Durante la prima competizione parteciparono 4 atleti: John Marino, John Howard, Michael Shermer, e Lon Haldeman; che vinse per ben due anni consecutivi insomma sarà pure l’ultimo citato ma non l’ultimo per importanza: fu anche il primo storico vincitore della prima competizione arrivato a destinazione in 9 giorni 20 ore 02 minuti un incredibile traguardo, la corsa iniziò da Santa Monica in California e culminò nell’Empire State Building a New York City.

La corsa ha subito affascinato curiosi e sportivi, sopratutto interessato l’ opinione pubblica tanto che la tv nazionale ABC’s Wide World nel 1986 ha cominciato a trasmetterla.
Le regole della maratona sono definite dal associazione UltraMarathon Cycling Association la quale definisce le norme per la partecipazione, in ogni caso ci vuole una costanza illimitata e parecchio allenamento in quanto il corpo dell atleta è l’accessorio più importante in quanto equipaggiamento innato per la resistenza, essa è ciò che definisce questa gara la quale non è suddivisa in tappe ma è non stop.

I partecipanti si ritrovano a dover attraversare il suolo americano cost to cost in dodici giorni, una corsa che mette in seria crisi il fisico in quanto il partecipante affronta anche venti ore di pedalata al giorno dovendo far attenzione nell’ equilibrare le ore di sonno all’ attività svolta; per far fronte alle peripezie fisiche psicologiche da affrontare.

Anche l‘allenamento e la preparazione per affrontare questa gara sono di fondamentale importanza in quanto l’atleta deve seguire una dieta equilibrata mantenendo sotto osservazione gli apporti calorici e soprattutto dovrà prendere peso per avere un elevata riserva di calorie, per soddisfare le esigenze energetiche, e soprattutto bere molto per integrare i liquidi.

Il corridore si trova ad affrontare oltre allo sforzo fisico anche i cambiamenti climatici, soliti ad indurre stress nel fisico. Il quale pedalando per 5000 km dovrà adattarsi ai mutamenti che possono incorrere durante la gara, tenendo conto della vastità del territorio americano e del percorso da effettuare con i conseguenti cambiamenti di temperature, pensate passare da bollenti contesti di zone desertiche alle gelide montagne rocciose. I concorrenti e le loro troupe di accompagnamento si troveranno ad attraversare 14 stati Americani.

Race Across AmericanDa tener conto che per partecipare a questa favolosa gara non bisogna essere atleti professionisti o riconosciuti;  essa è aperta a tutti sia neofiti che atleti professionisti.

Comunque anche se le regole durante,  anni,  hanno subito varie modificazioni il vincitore rimane che riesce a tagliare il traguardo da solo nei percorsi e i tempi stabiliti: una gara e una vittoria solipsista insomma!

Comunque vi sono molte categorie alle quali si può far fronte; dalle donne agli uomini in solitario o a gruppi femminili e maschili e addirittura a gruppi misti.

Il percorso durante gli anni è stato modificato mentendo però sempre la direzione di origine ovvero, da Ovest verso Est.

Come abbiamo detto in precedenza essa non è la classica gara suddivisa a tappe dove l’ atleta ha spazi ben definiti all interno del quale può nutrirsi o riposarsi o come la maggior parte delle gare ha dei km fissi da percorrere.  Nella RAAM invece vince chi pedala più veloce e senza sosta. Quindi sta al corridore suddividersi il tempo fra il momento di rifocillamento e riposo, e quello della pedalata senza sosta; insomma meno fermate si compiono più accresce la possibilità di portarsi a casa la vittoria.

Questa facoltà di doversi autogestire il tempo da la connotazione di ultra ciclisti a questi atleti.
Solo un continuo divenire portare l’atleta al dolce profumo della vittoria, che come un fiume in piena deraglia tutto in preda della sua stessa corrente. Dolce si! perché vincere una gara del genere viene paragonata a vincere una medaglia olimpionica: provare per credere!

Una delle curiosità più esilaranti è che la RAAM è la race piu lunga del mondo tanto da considerare che risulta essere 4 volte la circonferenza dalla terra all’equatore; pensate che grazie a questa gara 1.300 persone sono arrivate sulla vetta dell’Everest e solo 164 hanno vinto a livello ufficiale questa gara; tra coloro che hanno concluso la RAAM ci sono anche due non vedenti: Kathy Urschel e Ray Collins; Jim Penseyres invece era ciclista con una protesi al posto di una gamba e Benny Furrer era un ciclista con un braccio solo.

La Race Across America attraversa i cinque fiumi più lunghi degli Stati Uniti: Mississippi, Missouri, Rio Grande,
Arkansas e Ohio.

A livello emotivo e psicologico la RAAM è un esperienza che ti segna fortemente, in quanto nutrendo fisico e spirito è unRAAM_
viaggio che va percorso oltre che a cavallo della propria bici anche nei meandri della vostra anima.
È la rappresentazione appieno del concetto di forza umana e diciamocelo molti di noi hanno spesso fantasticato sulla possibilità di mettersi duramente alla prova per esorcizzare quel senso di insoddisfazione che solo una gara come la Race Across America può darti.

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