Addio Mondiale, ecco i 5 responsabili della disfatta azzurra!

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Updated: novembre 14, 2017

Una notte da incubo per gli amanti del calcio e per l’Italia intera. In una cornice di pubblico da grande occasione è andato in scena uno dei più grandi drammi sportivi degli ultimi cinquant’anni. In questo scenario desolante cercare i colpevoli può sembrare accanimento e di nessun aiuto per risollevare le sorti del nostro movimento calcistico, eppure è proprio scandagliando in profondità questa sciagura e individuando tutti i responsabili che sarà possibile in futuro evitare situazioni di questo tipo.

  1. Gianpiero Ventura: il tecnico italiano manca di personalità e di idee, mai riconoscibile la sua mano sul gioco azzurro se non nel cancellare a tempo record la personalità della squadra vista nell’era di Conte. Fuori dal tempo e dallo spazio il suo 3-5-2, non commentabili le scelte sui singoli quasi sempre fuori posizione o addirittura in panchina.
  2. Carlo Tavecchio: il presidente della FIGC rappresenta un modello di gestione del movimento calcistico ormai obsoleto. Oltre alle gaffe di inizio mandato, troppo incoerente la gestione tecnica della nazionale, gestione che denota una totale assenza di visione di lungo periodo.
  3. Commento televisivo: innegabile che il mezzo televisivo e nello specifico il commento delle partite contribuisca a formare a più livelli (pubblico, addetti ai lavori, giocatori stessi) un pensiero comune. Troppo di basso livello l’analisi calcistica proposta dalla RAI per mezzo dei vari Zaccheroni, Zenga (per citare soltanto gli ultimi). Non è più tollerabile usare il parametro fisico (centimetri e stazza) per valutare e fare confronti tra i giocatori, non si può prescindere dal commentare il calcio senza analizzare la proposta calcistica di una squadra e criticarla severamente se non all’altezza di un Paese e di una tradizione.
  4. Tifosi: imperdonabile interessarsi alla nazionale soltanto nel vivo delle competizioni o in momenti in cui la posta in palio è definitiva. Le tanto sottovalutate qualificazioni sono il campionato delle nazionali, i banchi di prova dove costruire un gruppo, un’identità e un gioco. Troppo poca attenzione a queste fasi ci fa vivere la serata di ieri come una doccia fredda. Ma non sfuggirà a quei rari attenti osservatori che sono 6 mesi che l’Italia non produce una gara convincente.
  5. Club: l’ultimo mea culpa lo devono fare i club, sarà scontato ripeterlo, ma la nazionale del domani passa dai tanti giovani che non trovano spazio nelle nostre squadre, superati troppo spesso da stranieri quasi mai più dotati se non dal punto di vista meramente fisico. E qui la scuola spagnola dovrebbe insegnarci qualcosa…

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