Perché la scelta di Rosberg non piace a chi ama lo sport

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Updated: dicembre 4, 2016

Nico Rosberg ha vinto il titolo mondiale di F1, è riuscito nell’impresa a 31 anni, non certo un ragazzino se consideriamo gli standard anagrafici con cui lo sport consacra i suoi campioni. All’apice della carriera, pochi giorni dopo la vittoria, Nico ha anche annunciato il suo ritiro dal mondo delle corse. Il tedesco ha affermato di aver scalato la sua montagna, di essersi liberato dal peso del mito del padre e da quello del rivale Hamilton, adesso il suo futuro sarà dedicato alla famiglia. Una scelta personale (di un personaggio pubblico) che in quanto tale non può che essere rispettata, ma per chi fa della penna la propria spada sarà concesso un commento. Certamente uscire di scena nel momento più alto della propria carriera è un’idea allettante che farebbe gola a tanti sportivi, mi chiedo soltanto se un pensiero di questo tipo l’avesse fatto Valentino Rossi quanto spettacolo avremmo perso e perderemmo ancora. Allo stesso modo mi viene molto difficile immaginare un Totti, ma l’elenco che potrei fare è lungo, che dopo una grande vittoria si chiami fuori dai giochi perché soddisfatto e appagato di quanto raggiunto in carriera.

Quasi sempre sbagliato dividere il mondo in due categorie, ma mi sembra sempre più chiaro che le nostre icone sportive sian mosse da interessi e motivazioni differenti. Personalmente amo l’impeto, la sconsideratezza di buttarsi nella mischia sempre in prima fila, la fame di vittoria che cresce con l’età e i successi.

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