Milan: è solo l’inizio (?)

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Updated: dicembre 25, 2016

Cinque anni senza vincere sono tanti, soprattutto se si considera la gloriosa tradizione di uno dei club più importanti del calcio europeo e mondiale. La finale di Doha è stato l’inatteso regalo di Natale per molti tifosi che hanno dovuto digerire delusioni su delusioni in quest’ultimo lungo periodo caratterizzato da cambi di allenatore, promesse non mantenute e campionati che, nella migliore delle ipotesi, si sono conclusi nel più totale anonimato. Montella è partito bene in una stagione caratterizzata dal cambio societario (ancora non concluso), situazione non ideale per la stabilità dell’ambiente. Il tecnico partenopeo, dopo una campagna acquisti deludente, si è trovato a gestire un gruppo dal tasso tecnico mediocre, ma affiatato e volenteroso. Del gioco spumeggiante, marchio di fabbrica dell’aeroplanino, non si è vista traccia in una prima parte di campionato nella quale i risultati sono arrivati grazie all’organizzazione, a un po’ di fortuna e a tattiche spesso prudenti, soprattutto contro rivali sulla carta superiori (Juve e Inter su tutte). Del possesso palla “fiorentino” neanche l’ombra; la grinta di Lapadula sembrava essere l’icona di un Milan umile e operaio, un costante Davide contro Golia con la consapevolezza che tutto sarebbe stato un “di più” rispetto alle (poche) aspettative di settembre.
Il secondo tempo di Doha ci ha invece mostrato la miglior versione rossonera; una squadra capace di imporre il proprio gioco contro la strafavorita Juventus, mica il Crotone.
Il talento di Suso e Bonaventura hanno fatto il resto in una partita vivace conclusasi come meglio non si poteva per un evento del genere: i calci di rigore. L’epilogo è noto a tutti, con Abate e Montolivo che alzano la coppa e il popolo rossonero giustamente in estasi allo stadio, da casa, sui social. Cinque anni fa l’ultimo trofeo fu la fine di un ciclo, quello di ieri sera potrebbe essere l’inizio di uno nuovo. Montella deve ripartire da qui, dalla personalità di una squadra che, se vuole, “sa giocare a pallone”: è questa la strada da seguire.
Milan, a te la palla.

M.C.

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