Bastano 14 secondi per togliere un rigore: la moviola per la prima volta in Italia

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Updated: marzo 28, 2017

Vi avevamo parlato del traguardo storico di Patrizia Panico, prima allenatrice in Italia a guidare una formazione maschile. Per la doppia amichevole tra Italia e Germania, formazioni under-16, si è seduta, infatti, sulla panchina degli azzurri sostituendo il ct Daniele Zoratto.
Ma l’amichevole giocata a Verona il 22 marzo ha segnato un’ulteriore svolta epocale per lo sport più seguito nella penisola. Anzi se vogliamo, è crollato uno dei tabù del calcio perché la moviola è entrata letteralmente in campo. E’ stato, infatti, annullato il primo calcio di rigore grazie all’ausilio della Var (Video assistance referee). E sono bastati, udite udite, solo 14 secondi.

Al minuto 73, l’arbitro Orsato ha prima concesso un penalty ai tedeschi, poi dopo essersi consultato con Rocchi e Valeri (video assistenti) è tornato sui suoi passi: il fallo da rigore c’era, ma il calciatore tedesco Grimm, prima di essere steso da Russo, era partito da una posizione di fuorigioco. Per prendere la decisione, come detto, sono stati necessari 14 secondi. Roberto Rosetti, ex arbitro e attuale responsabile del progetto Var per l’Italia ha spiegato:

I video assistenti arbitrali hanno appurato che la segnalazione del rigore era corretta, poi hanno rivisto l’azione e si sono accorti che l’attaccante tedesco era partito in fuorigioco di una cinquantina di centimetri e hanno avvisato Orsato. La gestione dell’episodio è stata ottima e la revisione è durata in totale soltanto 14 secondi

 

Sul risultato, invece, pochi dubbi. La Germania si è imposta 4-1 con le reti di Khan Agha al 2′; raddoppio al 12′ grazie ad Hartmann; 3-0 al 35′ con Grimm e poker calato al 23′ della ripresa sempre con Hartmann. Piccoli ha realizzato il gol della bandiera, dopo l’episodio da moviola. Queste le parole dell’allenatrice Panico:

Sapevamo che la Germania è una grandissima squadra e lo ha dimostrato. Noi siamo entrati probabilmente in campo un po’ timorosi, con un approccio alla gara troppo soft. I ragazzi sono stati bravi a non arrendersi e hanno cercato di recuperare il risultato. Abbiamo tanto lavoro da fare. Il mio esordio? L’attenzione mediatica è stata enorme, ma sono sempre rimasta serena. Sono una persona molto equilibrata che non si lascia trasportare dalle emozioni anche se devo ammettere che ascoltare l’inno mi trasmette sempre una bellissima sensazione. Rappresentare l’Italia è da sempre per me motivo di grande orgoglio.

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